Una passeggiata nei giardini

Pochi giorni dopo l’ultima enigmatica frase con cui il Figlio del Conte si è congedato dalla Madamigella, giunge in casa Cælatoris un nuovo invito da parte di Valente indirizzato ad Aureliana ed alla sua famiglia intera: una passeggiata pomeridiana nel parco cittadino.

La madre della corteggiata è entusiasta di fare nuovamente da chaperon alla figlia, ed è perfino contenta che anche la sorella minore di lei possa partecipare, perché – asserisce – ciò significa che Brionia, nonostante la sua timidezza che a volte la fa risultare scontrosa, sia risultata dopotutto simpatica al nobile pretendente, e chissà che questo non possa esserle propizio in futuro per trovare anch’ella un’opportunità vantaggiosa di matrimonio…

Aureliana, invece, non è altrettanto ottimista, poiché se da una parte non vede l’ora di poter stare nuovamente accanto al suo innamorato, dall’altra il segreto che serba nel cuore (e che non ha ancora svelato a nessuno), l’attanaglia, soprattutto per l’angoscia che prova a causa della cattività di Valente alla sua dominatrice. Tuttavia mostra entusiasmo nell’accettare l’invito, poiché nell’intimo è sinceramente felice di rivedere il suo spasimante, ed in ogni caso si sente tranquilla nell’avere la sua famiglia ad accompagnarla.

Il punto d’incontro è il cancello principale del parco e quando i quattro membri della famiglia Cælatoris sopraggiungono sulla loro nuova carrozza, il Figlio del Conte è già presente ad accoglierli tutti. Fin dai primi saluti la Madamigella nota con piacere come il suo corteggiatore appaia pienamente lucido ed affascinante come sempre, e solo dopo che la passeggiata nei giardini è iniziata nota una leggera sfumatura di apprensione nel modo in cui le si rivolge, dovuta senz’altro all’incognita sull’atteggiamento che lei avrà nei suoi confronti durante questo incontro, dopo quello che è successo all’ultimo.

Ed è per questo che, non appena ne ha l’occasione, Aureliana si affretta a dimostrare muta rassicurazione al suo pretendente, con sorrisi confidenti ed il suo tocco gentile, mentre passeggia a braccetto di lui. Valente per contro si rasserena sempre più e la Madamigella, che ha molto meditato sulle sue ultime enigmatiche parole, non osa quasi sperare che il suo spasimante possa finalmente farle una proposta di fidanzamento, perciò nel suo animo cerca con trepidazione un frangente favorevole che possa favorire uno spazio di intimità con il suo corteggiatore.

Ma il parco pubblico non offre molte occasioni di distanziare gli accompagnatori della coppietta, e mentre la passeggiata sembra volgere inesorabilmente al termine, il cuore della giovane donna inizia a disperare, così non smette di cercare un incrocio di sguardi con la sorella minore, nel tentativo di trovare ancora una volta la sua complicità nel distrarre i genitori.

Alla fine Brionia, che fino a quel momento ha cercato anche lei il più possibile la vicinanza con il Figlio del Conte, accondiscende all’ennesima eloquente occhiata della sorella maggiore, e con un sorriso malizioso provvede a staccarsi dai due innamorati per intercettare i genitori rimasti indietro ed irretirli con una banalità qualunque atta a distrarli.

Evidentemente anche l’erede del feudo non aspettava altro che un’occasione propizia per appartarsi con la sua amata, perché immediatamente afferra il braccio della Madamigella e gentilmente, ma con decisione, la sospinge dietro un folto ed alto cespuglio, in modo da uscire dal raggio visivo della loro scorta, finalmente abbastanza lontana.

E non appena sono soli e in disparte, Valente, dopo essersi guardato intorno per assicurarsi che nessuno possa sentirlo, rompe rapidamente il ghiaccio: “Aureliana posso parlarvi a cuore aperto? Dopo il nostro ultimo incontro voi certo avrete compreso la mia condizione di schiavitù e chi io sia stato costretto ad essere, non è vero? Eppure siete ancora qui con me e questo mi dona la forza di sperare… Forse non nel vostro perdono, ma almeno nella vostra comprensione…”.

Aureliana non aspettava altro che poter rincuorare il suo spasimante e subito si affretta a rispondere: “Mio signore, non temete ve ne prego: dall’ultima volta che ci siamo parlati il mio amore per voi è rimasto immutato… ecco: lo tengo al sicuro qui, nel mio cuore, dov’esso persiste inalterato ed inattaccabile dal vostro segreto… Ve lo ribadisco e confermo: io sono al vostro fianco ora e lo sarò sempre, finché vorrete avermi accanto… Non avete che da chiedermelo…”

Il Figlio del Conte si illumina di speranza e, traboccante d’impeto amoroso, pur sforzandosi di non alzare troppo la voce, esclama: “Oh mia adorata: il vostro cuore è più grande del mio peccato ed io non potrei esservi più devoto, ma ora dovete ascoltarmi bene, perché la vostra vita potrebbe essere in pericolo…”. Valente quindi si fa più vicino e la sua voce diventa un sussurro, prende Aureliana per le mani e confessa: “La mia padrona ha capito che il vostro amore mi sta dando la forza per resisterle e si è fatta più aggressiva: ora pretende che io le renda il suo tesoro e quando lei mi opprime con quel suo sguardo penetrante di adulta-bambina, la sua voce nella mia testa mi grida i suoi comandi ed io, lontano da voi, non so se avrò ancora la forza di resisterle, perciò ho deciso di dire a voi dove l’ho nascosto e consegnare a voi i mezzi per recuperarlo…”

Mentre parla, Valente si slaccia leggermente il colletto della giacca ed estrae una catenella a cui è legata una chiave di bronzo, quindi se la sfila dal collo e la mette dolcemente, ma fermamente, nella mano della Madamigella, dicendole: “Ecco Aureliana, questa è la chiave per entrare nella Cripta della mia famiglia, presso il cimitero del feudo appena fuori de La Cittadella: ho nascosto il Teschio nella tomba di mia madre Verna, dove tutti pensano si trovi il suo cadavere, ma che io so essere vuota… Voi dovete recuperarlo al più presto e distruggerlo, ve ne supplico, prima che lei possa usarlo nuovamente e contro chissà quale fanciulla innocente questa volta… Ma state molto attenta, mia adorata, fatevi aiutare dai vostri valorosi amici, perché il suo potere è molto grande anche senza quell’artefatto maledetto… Io cercherò con tutte le mie forze di ostacolarla, ma non posso garantire che riuscirò a resistere al dominio che ha ancora su di me e non vorrei mai che potessi farvi del male io stesso… Ma presto ora, nascondete la chiave e ricongiungiamoci alla vostra famiglia prima che ci vedano… Già sento che si stanno avvicinando…”.

Il Figlio del Conte trascina gentilmente la Madamigella oltre la siepe riportando entrambi di nuovo alla vista di tutti, richiamando subito con un cenno ed un sorriso l’attenzione dei loro accompagnatori, davvero poco lontani, attendendoli poi un poco per riunirsi a loro. Aureliana, come accade oramai ogni volta, è ancora scombussolata per l’evento appena vissuto: lei che si aspettava una proposta di fidanzamento, adesso si ritrova investita di un compito che davvero non sa se riuscirà ad adempiere. Il pericolo incombente paventato dal suo amato quasi soverchia il suo animo, ma d’altronde la sua fiducia in lei l’avvolge di un sentimento profondo ed inesprimibile, che sente infonderle la forza per affrontare qualsiasi impresa per amor suo, fosse anche la più grave.

Il gruppetto si dirige ormai lentamente verso l’uscita del parco cittadino, dove entrambe le carrozze, quella del Figlio del Conte e quella della famiglia Cælatoris, li aspettano per ricondurli alle rispettive dimore. Ma giunti a destinazione, mentre coglie l’occasione dell’ultimo saluto alla sua amata, ecco che Valente si accosta all’orecchio della sua diletta e le sussurra un’ultima raccomandazione: “Amore mio ve ne supplico, ciò che dovete fare fatelo presto: questa notte stessa se riuscite, perché non so per quanto ancora potrò trattenerla… Perciò ditemi addio, mia adorata… Qualunque sia il mio destino, sappiate che vi ho amata fin dal primo momento che vi ho vista… Voi mi avete ridato la vita Aureliana, ed ora essa è vostra, come il mio cuore e l’anima mia… Addio!”

E prima che la Madamigella possa rispondere alcunché, il Figlio del Conte sale sulla sua carrozza, che in fretta si allontana…