La geografia politica dello Spellum è caratterizzata da un’ampia gamma di comunità strutturate in differenti forme di governo, ma comunque accomunate tutte da un grado di civiltà relativamente omogeneo. Vi sono ovviamente delle diversità tra stato e stato, ed in alcuni casi specifici le disparità sono anche ampie, pur tuttavia tra le popolazioni umane che dominano il continente spicca la comune radice: il retaggio della civiltà metaumana che un tempo imperava sull’intera faccia del pianeta.

Lo Spellum presenta una forma piuttosto compatta, vagamente paragonabile ad una grossa Q, ed un aspetto geografico visivamente ben distribuito. Circondato da tutti i lati da un’unica enorme massa d’acqua di proporzioni oceaniche e chiamata, appunto, Oceano, il continente dello Spellum presenta una sagoma piuttosto frastagliata, caratterizzata da diverse isole a nord, una lunga serie di baie ed insenature nella parte centrale ed alcune grosse penisole nelle parte meridionale.  Oltre al grosso mare interno del Marinternum, vi sono altri otto grandi bacini d’acqua salata, equamente distribuiti tra nord e sud: nell’estremo nord-ovest, tra le grandi isole del Keltoi e della Viridia, ruggisce il burrascoso Marinquieto, a settentrione, racchiuso dal vasto arcipelago dell’Insulandia, si trova il Marenordo, mentre ad est, abbracciato dalle fredde coste dell’Asperia, si apre il Marghiaccio; tra la Pigònia, Sancterra ed i due protettorati di Limnonia e le Terre Romanze, con la sua caratteristica forma ad L, si colloca il Marsalato, mentre le coste della Talassia sono bagnate dal Maremedio; a sud-ovest, invece, racchiuso entro le coste della Sauria dall’Isola di Kòlpos, è situato il piccolo Mare Tiepido, infine, nell’estremo meridione, l’Isola di Delfi separa il Maregelo dal Marmeridio. Le terre emerse del continente si sviluppano tutte attorno ad una lunghissima catena montuosa che percorre l’intero paese da nord a sud seguendo un sinuoso percorso simile ad una S con un ricciolo finale. Da questa lunghissima catena montuosa si separano soltanto il grosso Altopiano Centrale che si erge nel mezzo della Sauria ed il massiccio roccioso delle Alterre, a nord-ovest della Meganesia. In linea di massima le foreste ricoprono la quasi totalità delle alture collinari e montuose fino alle nevi eterne dei picchi più alti, inoltre, nelle zone temperate e tropicali, boschi e giungle fitte ricoprono anche buona parte delle pianure; queste ultime presentano una bassa vegetazione sui dolci declivi e grandi lande erbose con diverse caratteristiche a seconda delle fasce climatiche: abbiamo infatti grandi paesaggi ricoperti dalla taiga nella parte centro-settentrionale, la steppa si svolge soprattutto a nord-est, sostituita dalla pianura erbosa al centro; la giungla caratterizza soprattutto la parte centrale del continente, mentre nel meridione del paese ritroviamo le grandi distese erbose alternate alle fitte foreste boschive. I grossi fiumi si distribuiscono soprattutto a nord, con una maggior concentrazione nelle regioni centro occidentali, mentre mano a mano che si scende verso sud i bacini fluviali aumentano in lunghezza e dimensioni, ma diminuiscono di densità in rapporto all’ampiezza del territorio. Il fiume più lungo è il Pòtamos, che taglia in due l’enorme Pianura Nebbiosa e che viene alimentato da diversi affluenti e da due grossi laghi montani, il Lagofreddo ed il Lagoconfine. Altri due grossi laghi alimentano due fiumi della Sauria, il Lacus Laminis da cui nasce il Fiume Pervinca, ed il Lagoscuro, attraversato dal Fiume Indaco. Il Flumenor, invece, nasce dal Norlacus, nel Keltoi. Una sola enorme palude si apre dalle foci acquitrinose del fiume Nero, che attraversa la Palustria, mentre la quasi totalità dell’Asperia è costituita da una landa stepposa e da una fredda taiga lungo i pendii che si arrampicano sul Massiccio Settentrionale; infine la Draconia è tagliata in due dal grande Deserto di Squame, l’unico del continente, attraversato a sua volta dal lungo fiume Nèilos. Dal punto di vista zoologico l’intero continente è caratterizzato da una grande varietà di specie sia animali, che vegetali, che infine minerali, distribuite, in gruppi più o meno grandi o numerosi, nei vari territori e differenziate solitamente in base all’habitat ed al clima in cui vivono. Sotto l’aspetto etnico, invece, la razza che regna incontrastata l’intera superficie del pianeta è quella umana, anche se altre specie fenomenali e trascendentali punteggiano il continente. La razza semiumana dei nani, anch’essa si è ritagliata i suoi spazi sulle terre emerse, ma si concentra soprattutto nella regione della Magna Gea e nello specifico sull’Isola di Nània. Le specie umanoidi, infine, sono diffuse un po’ ovunque, anche se, per ragioni storiche, la maggior concentrazione delle comunità orchesche e goblinoidi la si trova nella parte centro-settentrionale dello Spellum.

Per quanto riguarda la fisionomia strettamente politica del continente, esso è diviso in numerose comunità umane organizzate in svariate forme di governo: la più famosa ed estesa è la Lega di Protettorati del Mediolandum, che accorpa in una sorta di grande federazione i sette stati di Limnonia, Petronia, Opulandia, Grasidia, Litorania, Terre Romanze e Terre Zigane; questa Lega confina ad ovest con la Teocrazia di Sancterra, rinomata terra di sacerdoti, mentre ad est con il Dogato di Urbaque, famosa per le sue città di palafitte attraversate da canali, infine a nord con la piccola Marca di Ostfalia, nota per il velo di lugubre mistero che l’avvolge. Le isole settentrionali sono riunite nella Clanocrazia di Insulandia, mentre il grande arcipelago della Meganesia conta tre grandi stati: l’Oligarchia del Keltoi a nord, i Feudi della Pigònia a sud ed i Contadi della Viridia ad ovest. Nell’estremo oriente del paese, arroccato sulla grande Isola di Ungdùm, si trova la comunità con la forma di governo più evoluta: la Repubblica di Ungdùmia. Sul Marinternum, invece, si affacciano piccoli stati insulari, come il Granducato d’Alba, rinomato per la sua estrema ricchezza commerciale, o la Magocrazia di Oz, che attira usufruitori di magia da tutto il continente alla Torre dell’Alta Magia che domina l’isola; ad est abbiamo la Gerontocrazia della Nanìsia, che è l’unica forma di governo semiumano di tutto lo Spellum, mentre ad ovest si trova la funesta Baronia di Necropolis, che raduna la più alta concentrazione di necromanti del continente, proprio dirimpetto, guardacaso, alla nazione dei sacerdoti. Infine, poco più a sud, si trova l’Isola di Ginogea, abitata da sole donne che si sono date una forma di governo di tipo autarchico. Sempre in Talassia, sulla penisola più a nord della Sauria – che da par suo è governata da Città-Stato – si trova la Barbaria, dove il potere è retto dai numerosi sciamani che guidano le varie tribù umane che popolano il territorio. Nella parte continentale opposta alla Sauria, invece, troviamo la Plutocrazia della Draconia con le sue grandi e popolose città fluviali, mentre a sud si erge il prospero ed antico Regno di Telluria, l’unica vera monarchia del continente, le cui antiche usanze si radicano tout-court nel retaggio della civiltà di Metaumani che prima dominava queste terre. Infine, a baluardo meridionale tra i due freddi mari del sud, si staglia come fiera sentinella il Principato di Delfi, maestosa palestra che ha formato tutti i sovrani che poi si sono succeduti sul trono di Telluria. Per concludere, i territori dello Spellum che non hanno una forma di governo non sono molti, e la presenza degli uomini in queste terre è più esigua, per via della particolare concentrazione di altre specie – come in Asperia, dove gli orchi sono più numerosi che altrove, o in Magna Gea, dove è più alta la presenza di nani, o ancora nelle Alterre oltre il confine de La Faglia, dove risiede la popolazione più numerosa di troll – oppure a causa della natura particolarmente selvaggia od ostile – come in Palustria, dove i miasmi degli acquitrini sono insopportabili, o in Terranivea, dove il clima polare rende la vita davvero dura persino agli autoctoni – e tuttavia la razza umana non è mai del tutto assente, come nelle Terre Libere, dove il clima caldo ed umido e le fitte foreste piene di creature pericolose non hanno impedito alla specie egemone dello Spellum di fondare grandi città, imponenti torrioni ed impenetrabili roccaforti.