Qualche giorno dopo l’intero gruppo di compagni di avventure si ritrova in Piazza della Soglia per assistere alla consegna delle salme dei corpi di tutti coloro che si trovavano nei sotterranei della loro nuova base operativa, ma soprattutto per assistere alle esequie del loro piccolo amico Agras Nepius.
Accanto al Diacono Terione si trova il Priore Antinous, il quale presiede la celebrazione del “Patto della Cripta”: secondo questa tradizione sacra, infatti, ogni cadavere rinvenuto all’interno delle mura de La Cittadella cade sotto la custodia dei Guardiani del Selciato, i quali, nel giorno fissato, scortano i feretri in silenzio dal Deposito delle Salme fino alla Piazza della Soglia; qui, sulle note a “morto” delle campane della Cattedrale, i Gendarmi consegnano i corpi ai Novizi del Rumore presso l’imbocco della Cripta delle Memorie. Questo atto simboleggia che il defunto ha concluso il suo debito con la legge materiale e passa sotto la protezione eterna della Certosa. Anche i Cadetti partecipano al trasferimento dei cadaveri, portando le lanterne che illuminano la via verso la Cripta delle Memorie, imparando fin da giovani che la loro giurisdizione terrena finisce dove inizia l’eternità.
Pure Palamede ha voluto unirsi alla processione dei Cadetti, nonostante potesse esentarsene in virtù del suo nuovo ruolo “Particolare”, ma da quando ha preso domicilio definitivo nella ex-casa dell’alchimista Bellisarius, ha notato aggirarsi un corpulento figuro nei dintorni della nuova base operativa, che si è sempre tenuto a distanza e nell’ombra in verità, ma all’occhio attento dell’avventuriero subito è sembrato sospetto, così egli ha indagato discretamente venendo a sapere da alcuni colleghi della Guardia che il medesimo uomo misterioso era stato visto aggirarsi anche nei dintorni del Deposito delle Salme, da quando vi sono stati portati i cadaveri ritrovati nei sotterranei della sua nuova residenza.
Ipotizzando che “l’uomo in ombra”, come l’ha subito battezzato, potesse essere interessato a qualcuno dei defunti, il Cadetto Particolare ha ritenuto dunque necessario accompagnare le salme durante la processione, fino a raggiungere i compagni alla Piazza della Soglia e qui, magari, trovare l’occasione di affrontare quella figura sospetta, nel caso si fosse presentata.
Ed in effetti, durante il tragitto rituale, Palamede nota la presenza de “l’uomo in ombra” che cerca di confondersi con la rada folla accorsa per assistere al funesto evento. Tuttavia decide di attendere l’espletamento delle esequie prima di agire, un po’ per non rischiare di rovinare la funzione, ma soprattutto perché una volta giunto a Piazza della Soglia, potrà riunirsi ai suoi compagni di avventure, della cui presenza alla cerimonia è certo.
Così la processione illuminata dalle lanterne dei Cadetti giunge davanti alla Cattedrale e qui, dopo una breve sosta, uno ad uno, i feretri vengono consegnati ai Novizi del Rumore, che li portano all’interno della Cripta delle Memorie. Per ogni salma, tuttavia, viene fatta una breve pausa, in modo da lasciare che eventuali parenti, amici o conoscenti, possano rendere un’estremo, silenzioso saluto al corpo, ma nessuno si avvicina i feretri degli anonimi defunti che sfilano verso il luogo del loro eterno riposo tranne che per quello dello spirato Maestro dei Cenobiti Baryos Murmuratoris, a cui lo stesso Priore si approssima per impartire una breve benedizione e manifestare così un ultimo gesto di perdono a quello che in fondo è stato pur sempre il suo primo Diacono della Scintilla.
Per ultimo, viene traslato il corpo del piccolo Agras Nepius, e non appena viene deposto per un momento al centro della piazza, subito Terione, Palamede ed i loro compagni si avvicinano alla sua salma per rendergli un ultimo omaggio. Angelica è la più affranta del gruppo, perché nonostante il poco tempo trascorso insieme, gli si era già affezionata profondamente. Ed è proprio in quel momento che il Cadetto Particolare vede con la coda dell’occhio avvicinarsi silenziosamente la figura de “l’uomo in ombra”, il quale si inserisce nel cerchio dei suoi compagni proprio vicino ad Angelica e qui si toglie lentamente il cappuccio che ne oscura il viso, lasciando che chi lo osserva in volto noti una certa somiglianza con le spoglie inerti del fanciullo lì sostante.
Nessuno emette un fiato, tuttavia, così il feretro viene ripreso, mentre i sei personaggi che gli stavano intorno si scostano quel tanto perché i trasportatori lo possano portare via, verso i Novizi del Rumore che attendono sulla soglia della Cripta. Ma appena la salma si muove ecco che, con la sorpresa di tutti, la figura corpulenta di quel giovane uomo misterioso si muove anch’essa, e si ostina a seguirne il percorso lungo gli ultimi tratti, fino all’entrata dell’inaccessibile sotterraneo della Certosa; qui, si ferma e rimane, come impossibilitato a staccarsi dalla salma bambina fino all’ultimo lontano sguardo, fino a quando essa scompare nel buio delle catacombe.
Ma anche allora “l’uomo in ombra” sosta imperterrito davanti alla soglia della Cripta, fino a quando è lo stesso Priore che gli si avvicina e con pacatezza gli sussurra qualche cosa all’orecchio: il giovane Molosso si volta verso l’alto monaco e gli sorride triste, quindi si volta e si fa condurre da lui verso il gruppo dei noti avventurieri, rimasto basito ad osservare la scena.
È così che, una volta raggiunto il capannello di compagni d’armi, Antinous presenta loro Artus Nepius, il fratello maggiore del piccolo Agras…