La gravità del ruolo

Il giorno successivo alla consegna del suo rapporto al Referente Costante Dei Bastioni, il Cadetto Palamede viene chiamato a presentarsi insieme al suo Responsabile di Selciato, il Gendarme Callioforo Polemarcus, nell’ufficio del Sovrintendente di Quartiere Catus Evanderii.

Mentre percorrono i corridoi e le scale che portano alla stanza dell’alto ufficiale, Palamede confida a Callioforo la sua apprensione, ma il commilitone lo tranquillizza subito assicurandogli che probabilmente si tratterà di una banale delucidazione su qualche particolare riguardante il suo insediamento al nuovo quartier generale, nulla di cui preoccuparsi. Il Cadetto non si sente molto più tranquillo, ma non fa tempo a formulare una risposta al suo camerata che già si trova davanti alla soglia dell’ufficio del Sovrintendente.

Facendosi forza, Palamede segue Callioforo all’interno ed entrambi subito salutano l’alto ufficiale come si conviene a dei buoni soldati, quindi vengono fatti accomodare, poiché, avverte Catus Evanderii, ha notizie importanti da comunicare e poco tempo per farlo. Il Gendarme ed il Cadetto obbediscono, così il Sovrintendente li ragguaglia senza por tempo in mezzo che le informazioni contenute nel rapporto del giovane Palamede sulle scoperte fatte al di sotto dell’abitazione assegnata a lui e al Diacono della Scintilla sono state, non solo molto interessanti, ma anche molto utili per le indagini attualmente in corso insieme agli altri dipartimenti operativi della Guardia Cittadina.

Il recupero dei corpi dei fanciulli chiusi nelle prigioni del laboratorio di Bellisarius ed il cadavere dell’infiltrato della Loggia del Nodo, in particolare, hanno gettato una nuova luce sulle investigazioni riguardo al traffico di schiavi nel territorio del feudo e nella lotta alla criminalità cittadina ed extraurbana. Il Sovrintendente, inoltre, si complimenta con il giovane Cadetto per come lui ed i suoi compagni hanno saputo “ripulire” il tempio dei Cenobiti del Silenzio Infranto, mettendo così fine ad un’annosa indagine congiunta con l’Ordine dei Viglianti di Pietra che ora, finalmente, può essere chiusa. Infine Catus Evanderii informa il Cadetto che, per l’esemplare lavoro svolto, sia in questa occasione, che alla serata del ballo in casa del Conte De’Firmis, che per il caso delle bambine rapite, otterrà da lui stesso una meritata promozione.

All’udire queste parole il viso di Palamede si illumina: non avrebbe mai pensato di diventare Gendarme così presto!

Tuttavia gli entusiasmi del giovane avventuriero devono ridimensionarsi subito perché – lo avverte il Sovrintendente – la sua promozione non sarà di grado, bensì di ruolo: il talento che ha dimostrato nelle indagini e nella ricognizione sotto copertura, infatti, sembrano destinarlo ad una carriera diversa da quella della Gendarmeria. Inoltre la sua giovane età non permette un inquadramento ordinario nella gerarchia, tuttavia lascia ampio spazio a soluzioni alternative ed inusitate, come ad esempio il “Particolarato”: ecco perché da questo giorno in poi, egli sarà promosso “Cadetto Particolare”, un ruolo desueto coniato un tempo per rare figure con competenze specifiche che operavano in circostanze precipue.

Palamede, davanti a quella strana rivelazione, è incerto su come comportarsi, ma poi decide di far buon viso a cattivo gioco e mostrare comunque entusiasmo e riconoscenza, unitamente ad una timida richiesta di ulteriori spiegazioni. Il Sovrintendente ridacchia bonariamente davanti allo stranimento del giovane Eurapelus, subito però si accinge a spiegare che questo nuovo ruolo gli consentirà di portare avanti le sue indagini su più livelli, sempre sotto copertura, dispensandolo dai normali compiti dei Cadetti e dandogli non solo maggior libertà d’azione, ma anche fornendogli un canale privilegiato di comunicazione con tutti i dipartimenti speciali della Guardia Cittadina, che potranno affiancargli, in caso di necessità, uno o più dei loro uomini.

Già la sua stretta collaborazione con il Diacono Cimbapesce, infatti, lo metteva in una posizione di particolare responsabilità, tuttavia il suo ruolo di normale Cadetto lo costringeva ai suoi obblighi gerarchici: ora, come Cadetto Particolare, tali vincoli decadranno ed egli dovrà fare rapporto solamente al Sovrintendente, per via diretta e solo quando lo riterrà opportuno, scavalcando l’Armigero Referente ed uscendo dalla responsabilità del Gendarme Callioforo, sul quale tuttavia – specifica l’alto ufficiale Catus – potrà comunque fare affidamento in caso di bisogno e la cui presenza al suo fianco potrà sempre richiedere senza giustificazioni ed in via immediata.

Il Particolarato però, aggiunge l’alto ufficiale, convocherà Palamede ad una grave responsabilità: proseguire le indagini ad un livello più approfondito, seguendo le mosse di più personalità contemporaneamente per inquadrare eventuali interazioni sospette e segnalare i traffici potenzialmente criminali.

Detto questo, il Sovrintendente Evanderii fa un cenno al Gendarme Callioforo, il quale si alza, prende quello che sembra essere un voluminoso astuccio da un tavolo dietro di lui e si rigira, facendo segno al Cadetto Particolare di alzarsi. Una volta in piedi, Polemarcus apre l’astuccio e lo porge al Sovrintendente, il quale ne estrae una fibbia dalla foggia speciale e l’appunta al mantello del giovane Eustazio affermando: “Con questo distintivo io, Catus Evanderii, Sovrintendente di Quartiere del Corpo dei Guardiani del Selciato, nomino te, Palamede Eustazio Eurapelus, nuovo Cadetto Particolare della Guardia Cittadina”.

Il viso del giovane promosso si arrossa d’orgoglio e quando il suo sguardo incrocia quello del suo superiore, questi prosegue: “Sappi ragazzo che questa fibbia ti dona l’autorità e la responsabilità di disporre di ogni aiuto necessario da parte di tutti gli appartenenti alla Guardia Regolare ed ai Dipartimenti Operativi, permettendoti di essere immediatamente riconoscibile agli occhi di qualunque appartenente al Corpo dei Guardiani. Inoltre, da questo momento in poi non sarai più tenuto ad alloggiare in caserma insieme agli altri cadetti, ma prenderai stabilmente residenza al domicilio che ti è stato assegnato dal Consiglio Cittadino: il tuo nuovo quartier generale”.

Infine, dopo una breve pausa, aggiunge: “Ricordati ragazzo: soltanto un’altra persona ha goduto del privilegio del Particolarato, e fu non solo un tuo illustre predecessore, ma un mio personale e fraterno amico: il Barone Leandro De’Legati…”.

Una volta che il Sovrintendente finisce di parlare, Callioforo si volta verso Palamede e gli porge il saluto militare dichiarando: “Cadetto Particolare Eurapelus congratulazioni: il Gendarme del Selciato Polemarcus è da ora a tua disposizione!”, quindi accenna un sorriso e strizza l’occhio in segno di complicità. Alla vista di questo simpatico siparietto, allora, l’alto ufficiale Catus aggira la scrivania ed accompagnando verso l’uscita i due militari, li congeda con i suoi auguri di buon lavoro.

È mentre prepara i suoi bagagli per trasferirsi nel suo nuovo domicilio che il giovane Cadetto Particolare realizza che forse, quella nuova ed inaspettata promozione, potrebbe essere stata la ricompensa per avere protetto la Baronessa Domitilla al rovinoso ballo in casa del Conte Valerius, ma davanti alla recente scoperta delle dubbie trame della nobildonna, Palamede sente per la prima volta tutto il peso di quel nuovo “privilegio”…