Un intricato intermezzo

Qualche girono dopo Terione si ritrova con Aureliana e Dryas nel retro della farmacia della Certosa per fare il punto della situazione. Ora sanno che la Strega Bambina possiede sia il teschio che la gemma, e probabilmente ha rapito le bambine proprio per attuare il rituale magico che il teschio attivato le permette: risucchiare la giovinezza alle fanciulle per trasferirla a se stessa, viste le incisioni sul teschio che lo descrivono come il “Globo dell’Eterna Primavera”. Dato che però, evidentemente, loro hanno rovinato i piani della Strega recuperando tutte le bambine rapite ed impedendole di attuare il suo rituale, ipotizzano che ella potrebbe volersi vendicare su di loro, e quantomeno stabiliscono che li stia tenendo d’occhio: decidono perciò che per qualche tempo sarà meglio tenere un profilo basso e dedicarsi alle proprie ordinarie occupazioni, restando tuttavia in allerta e vagliando qualsiasi indizio di attività da parte della loro rivale. Terione, da parte sua, intende informare dei risultati delle sue indagini il Cadetto Palamede, tacendo però l’intrusione nella casa dell’Alchimista, per ovvi motivi.

Nel frattempo la città è in fermento a causa dell’intensa attività del Consiglio Cittadino che proprio in questi giorni è chiamato a riunirsi con frequenza per discutere in merito ad una riforma anticrimine proposta dalla Baronessa Domitilla De’Legati. Queste assemblee fanno sì che tutti i personaggi di spicco del Feudo frequentino La Cittadella e la popolazione è particolarmente eccitata per questo. Ma non solo: il commercio cittadino è frenetico anche per via dell’organizzazione di un fastoso ballo che si terrà nella residenza urbana del Conte De’Firmis e già si fanno scommesse su chi sarà presente alla festa.

Il Conte Valerius, infatti, ha colto l’occasione dei dibattimenti politici per ottimizzare la sua presenza in città, così ha voluto mantenere la sua parola nei confronti dei giovani eroi che hanno salvato la sua bambina, ed organizzare una festa da ballo a cui saranno invitate anche tutte le personalità che si trovano già a La Cittadella per via della partecipazione al Consiglio Cittadino. Inoltre, il Conte desidera alleviare il ricordo degli incresciosi avvenimenti appena trascorsi dalla sua famiglia, portando un po’ di leggerezza mondana tra i suoi cari. Per questo, già dopo il ritrovamento della figlia, ha provveduto ad accogliere una delle bambine rapite insieme a lei e con cui la contessina Vespera ha fatto amicizia, Agnese Sinestirpis (un’orfanella che tra l’altro era compagna d’orfanotrofio di Melissa e Pimpinella De’Structoris, le sorelline più piccole di Angelica la Cercatrice). Per attenuare il trauma subito dalla figlia, il Conte l’ha assunta come damigella di compagnia ed Agnese ora vive in casa De’Firmis e resta sempre al seguito della contessina. Oltreché per rendere omaggio al Diacono, al Cadetto ed alla Madamigella, il Conte Valerius ha deciso di organizzare la festa anche per smuovere un po’ le acque del dibattito politico giunto ad uno stallo nel Consiglio Cittadino: al termine del ballo, infatti, ha programmato un brindisi con un discorso elogiativo per la Baronessa Domitilla De’Legati atto a promuovere la sua proposta di legge, verso la quale il Conte è favorevole e sulla quale intende far pesare l’influenza del suo nome per far si che venga approvata. Il Conte è del tutto ignaro però che la sua festa è una ghiotta occasione per altri personaggi con ben più oscure intenzioni di attuare le loro losche trame.

La Strega, infatti, visto che il rapimento delle bambine è stato vanificato dall’intervento dei personaggi, ha deciso di volgere gli avvenimenti in suo favore approfittando della festa da ballo: intende eliminare i giovani che hanno rovinato i suoi piani evocando durante le danze delle Progenie (creature magiche simili a ombre antropomorfi ricoperte di pece) con il compito di uccidere i personaggi creando il diversivo adatto a consentirle di tendere un agguato alla figlia del Conte Valerius per sperimentare il potere del teschio magico.

Alla festa, oltre a tutti i membri del Consiglio che rappresentano le sette Corporazioni delle gilde, è invitata d’onore anche la Baronessa De’Legati, ovviamente, ed il Visconte Cassainus Dei Torvi. La Baronessa Domitilla, peraltro, non è solo una riformatrice, ma una cinica pragmatica. Sapendo che la sua riforma anticrimine sarebbe stata affossata dalle pressioni delle gilde, ha deciso di accelerare il consenso facendosi appoggiare pubblicamente dal Conte Valerius, approfittando della festa organizzata in onore dei personaggi. Il Visconte Cassianus Dei Torvi, invece, è il secondo nobile più importante de La Cittadella dopo il Conte De’Firmis, e da sempre ne è segretamente invidioso, per questo cerca di osteggiarlo in qualsiasi campo, soprattutto in quello politico. Motivo per il quale è contrario alla proposta di legge della Baronessa, ma anche perché è invischiato in più di un losco affare: è infatti il proprietario della casa d’aste clandestina Arcana, e su suggerimento del suo braccio destro, Dolus Lantanus, ha iniziato a sospettare che proprio gli ospiti d’onore della festa indetta dal Conte siano invischiati nell’intrusione e nel furto perpetrato ai danni della sua proprietà; per questo ha ingaggiato una rinomata quanto discreta Cercatrice, che ha fatto sì che sia presente alla festa proprio per investigare sui tre giovani eroi. Anche Angelica De’Structoris sarà perciò tra gli ospiti del ballo: è lei la Cercatrice assoldata dal Visconte, e si aggirerà nel salone confondendosi con gli altri ospiti per osservare i tre festeggiati e poi rendere conto al Visconte delle sue conclusioni in merito.