Mentre i suoi compari interrogavano il famigerato Dolus Lantanus, la Madamigella organizzava i preparativi per l’atteso appuntamento con il suo corteggiatore al mercato cittadino: ora che ha l’intima certezza che Valente sia l’Assassino vuole indurlo a confessare, e per farlo ha intenzione di portarlo nello stesso vicolo della casa dell’alchimista così da metterlo sotto pressione psicologica.
Naturalmente sa che non potrà presentarsi all’incontro senza accompagnatori, così, per attenuare il controllo della onnipresente madre Amarillia, si accorda con la sorella Brionia per affiancare la sua chaperon, ma convincendola ad esserle complice quando, giunti al luogo prescelto, dovrà distrarne l’attenzione in modo da favorirla mentre lei si apparterà con il Figlio del Conte.
La sorella minore accetta di entrare in combutta con Aureliana, tuttavia chiede qualcosa in cambio, e la Madamigella le promette che lei, da par suo, intercederà per essa nel convincere la loro madre a farle dare lezioni di equitazione, magari dagli scudieri del Conte stesso…
Concluso l’accordo sororale, Aureliana contatta anche i suoi compagni di avventure: intende infatti premurarsi di poter essere difesa nel caso le cose sfuggano di mano, quindi si accorda con loro perché siano presenti all’appuntamento, anche se divisi in due distinti gruppi: Terione, Palamede ed Angelica seguiranno i suoi spostamenti con il Figlio del Conte restando nascosti e mescolati tra la folla; Dryas, Artus e Dromon, invece, rimarranno in allerta all’interno della ex-casa dell’alchimista, pronti ad intervenire in suo soccorso se Valente dovesse – l’Unico non voglia – avere una crisi violenta.
Pianificati tutti i dettagli ed approntati tutti i preparativi, ecco che giunge il giorno dell’appuntamento: Valente passa in carrozza a casa Cælatoris e carica la Madamigella e le due accompagnatrici, quindi il cocchio si porta nelle vicinanze del mercato, che si svolge in rettilineo sulla via principale, ed i quattro passeggeri scendono e si incamminano verso le prime bancarelle. La carrozza riparte prontamente e si porta all’altra estremità del mercato, dove resterà in attesa.
Appena la Madamigella ed il Figlio del Conte si inoltrano tra i primi chioschetti, il Diacono, il Cadetto e la Cercatrice si fanno vedere dalla loro amica in maniera discreta per rassicurarla con la loro presenza, anche se mimetizzata, dopodiché tornano a mischiarsi con gli avventori.
L’erede del feudo inizia la passeggiata a braccetto della sua innamorata, affascinante come sempre, tuttavia, mano a mano che i due si inoltrano tra i banchetti e la calca e la confusione aumentano, egli inizia a manifestare segni di nervosismo ed ansia: non si trova a suo agio, proprio come pronosticato da Aureliana.
Allora la Madamigella cerca di gestire la situazione alternando chiacchiere a brevi pause per osservare la merce, in modo da rosolare la psiche del Figlio del Conte a fuoco lento, ma stando molto attenta a non fargli raggiungere il punto di ebollizione prima di approdare al luogo di destinazione.
Arrivati finalmente all’altezza del vicolo dove si trova la ex-casa dell’alchimista la psiche di Valente è al limite: nonostante abbia cercato di controllarsi ed essere di compagnia, la sua ansia ed il suo nervosismo sono evidenti. A questo punto la Madamigella cerca con lo sguardo i suoi complici mischiati tra gli astanti per avvertirli con un cenno di entrare in azione con un diversivo che aiuti la sorellina a tenere impegnata sua madre, e ricevuto un segnale di ritorno, prende il Figlio del Conte per la mano e quasi lo trascina dietro al banchetto che impegna il passaggio, proprio dentro il vicolo designato. Qui si tira gentilmente dietro di sé il suo corteggiatore, che pare come imbambolato, addentrandosi un poco più verso l’interno del carruggio, in modo che egli possa rendersi conto di dove sia. Infine, piazzandosi proprio di fronte a lui, lo sbircia di sottecchi e sferra il suo colpo fatale, mettendo in gioco tutto il piatto con quella frase a lungo ruminata nei giorni precedenti: “Valente riconoscete questo luogo? È dove abbiamo “rischiato” di incontrarci per la prima volta…”.
Il Figlio del Conte è esterrefatto: certo ha riconosciuto il luogo ed ora sta realizzando di essere caduto nella trappola della sua innamorata, ma nonostante l’angoscia che sempre più l’attanaglia, l’emozione che lo pervade non è la rabbia, bensì la vergogna. Aureliana stessa inizia a sospettare di aver commesso un errore: lo sguardo angosciato e silenzioso del suo spasimante la preoccupa, poiché non riesce a decifrarlo. La giovane si aspettava alla peggio una reazione violenta, non certo un momento catartico, quindi ritorna sui suoi passi e cerca di rassicurare quella creatura così spaurita: “Mio signore, state bene? Non dovete avere paura: io ho compreso il vostro segreto, ma non vi accuso… So bene che la colpa di quello che è successo non è vostra…”.
Questo è l’innesco esatto per far crollare Valente, la cui paura di perdere la Madamigella a causa dei suoi delitti ora viene completamente fugata dalle parole rassicuranti della fanciulla che ama, e così, d’un tratto, l’erede del feudo prorompe in una confessione accorata: “Oh Aureliana voi mi comprendete veramente?!? Io ero qui non per mia volontà, ma sono stato costretto ad obbedirle, lei lo voleva ed io non ho avuto altra scelta che eseguire i suoi ordini… Ho visto le mie mani colpire: non obbedivano più a me, ma alla sua voce che gridava nella mia testa… Sento ancora l’odore del sangue innocente di quel povero bambino su di esse… Oh Aureliana vi giuro che non ero in me, io non avrei mai compiuto un gesto del genere… Dovete credermi… Come in quelle fetide fogne: nonostante mia Madre vi volesse morta, dopo avervi visto non avrei mai potuto colpirvi… Anche allora il mio corpo obbediva a lei, ma il mio cuore era già vostro e non ho potuto farvi del male…”.
Il giovane uomo è all’acme della catarsi, lacrime copiose gli rigano il volto, prende con fermezza, ma anche con delicatezza, le braccia di Aureliana e fissando il suo sguardo carico di angoscia e speranza negli occhi della Madamigella l’implora: “Vi giuro Aureliana che dal primo momento che vi ho vista voi avete fatto breccia nel mio cuore e la presa che mia Madre ha su di me ha cominciato ad incrinarsi per amor vostro…! Ho commesso crimini orribili, è vero, ma non potevo negarle la mia obbedienza: ancora adesso la sua presa sulla mia volontà è molto forte, ma in voi ho trovato la forza per resisterle sempre di più… Credetemi Aureliana io vi amo e non potrei mai ferirvi intenzionalmente… Voi… Voi mi avete salvato dalla sua prigionia e non oso sperare nel vostro perdono, ma se anche solo una pur minima parte del vostro cuore non mi è indifferente, vi supplico Aureliana, credete nella sincerità dei miei sentimenti per voi e non abbandonatemi nelle sue mani… Senza di voi mi risucchierebbe l’anima ed io sarei perduto…”.
Il Figlio del Conte e la Madamigella sono immersi ora in una bolla che li esclude dal mondo e la giovane ragazza capisce che in quell’unico istante, con la sua risposta alla confessione del suo spasimante si rischia il tutto per tutto: può redimerlo o dannarlo per sempre… Valente è infatti alla sua completa mercé: un cenno di lei ed i suoi compagni lo cattureranno, ma egli non opporrà resistenza… Oppure la giovane dama può confessare ciò che ha nel cuore e liberare il Figlio del Conte dalla morsa che lo domina ed averlo per sé: “Vi amo anch’io mio signore, e state tranquillo: non vi denuncerò, ma desidero davvero che voi vi liberiate dalla sudditanza di colei che vi tiene prigioniero… Vedrete che insieme riusciremo a fermarla…”.
Ma ecco che proprio in quel momento vengono raggiunti dalla voce del Cadetto che quasi urla per avvisare la Madamigella che sua madre e sua sorella la stanno cercando, così i due innamorati escono dal vicolo rapidamente e rientrano nella calca del mercato cittadino.
Aureliana è ancora tutta scossa per l’intenso scambio di emozioni appena avvenuto, tuttavia cerca comunque di ricomporsi in fretta, respingendo verso il fondo del suo cuore la matassa dei suoi sentimenti per dipanarla poi, quando sarà fuori dal concitamento di quella situazione caotica e potrà riprendere in mano i ferri della calma e della riflessione. Perciò, con forzata nonchalance, la Madamigella ed il Figlio del Conte terminano l’appuntamento fingendo di essere interessati alle merci esposte sui variopinti banconi degli schiamazzanti venditori ed il nobiluomo ha ritrovato tutto il suo savoir-faire dopo la dichiarazione ottenuta da Aureliana, tanto che si sbilancia ed acquista un pregiato ventaglio per Amarillia ed uno splendido nastro per Brionia, mentre alla Madamigella offre in dono un elegante copricapo da passeggio chiedendole davanti alla madre se vorrà concedergli il privilegio di una passeggiata nei giardini del parco cittadino per il loro prossimo incontro.
Aureliana accetta con entusiasmo l’invito, a cui la madre acconsente, e così Valente le scorta fino alla sua carrozza, che riporta le tre dame alla loro casa; ma qui, prima di congedarsi, il Figlio del Conte attira per un istante a sé la Madamigella, quel tanto che basta per sussurrarle all’orecchio un’ultima frase senza che nessun altro la senta:“Al nostro prossimo incontro venite preparata: perché vi darò la chiave del mio cuore…”
E senza dare il tempo di una risposta risale in carrozza e si diparte.