L’Ultimo Esodo
Dopo che i discendenti dei Giganti emigrati sul mondo esterno ebbero colonizzato tutte le sue terre, fondato tutte le più antiche città del continente e stabilita saldamente la signorìa sull’intero Spellum, decisero che una sola cosa mancava per sigillare definitivamente la storia della loro stirpe: portare gli ultimi Metaumani rimasti su Mondofungo nel loro nuovo dominio.
In numerosi regni vennero organizzate spedizioni volte al ritorno nell’antica patria, ma solo una di esse, capeggiata dall’intrepido esploratore Vastìpetus e dall’esperto archeologo Batialóre, trovò una via per raggiungere il primordiale mondo nascosto e contattare i suoi ancestrali abitanti.
Giunti nelle lande edenitiche dell’originario suolo natìo, la coppia di viaggiatori impiegò non poco tempo e sforzi per convincere i Giganti del continente interno a seguirli su Mondocavo, ma alla fine anche gli ultimi Metaumani rimasti sull’arcano regno primigeno si lasciarono persuàdere ad abbandonare la loro patria per le terre esterne: Mondofungo restò così vuoto e la sua via d’accesso rimase chiusa ed abbandonata sotto le rovine di Sammodoma, dopodiché la sua esistenza entrò nella leggenda, poi nel mito, ed infine nell’oblìo, così come la presenza della Città Doppia e della Città Perduta.
Ultima Genìa
Sullo Spellum, con il passare del tempo, ma soprattutto dopo la defintiva estinzione dei Metapitechi, la civiltà dei Metaumani vide sorgere l’inizio del proprio declino: la legge dell’entropia, infatti, è inesorabile, e come già avvenuto per i metaprimati anche le specie umanoidi iniziarono ad involvere; in questo periodo su Mondocavo apparirono le prime sottospecie di Ogre, gli Hogrin, e di Orchi, gli Orchetti.
I Giganti, senza più i Metapitechi a servirli come manodopera nell’esplorazione e nell’edificazione di nuovi insediamenti, e molto più lenti a riprodursi rispetto alle altre specie ibride, cominciarono a prevedere la fine della loro nobile stirpe. In particolare il lungimirante studioso Fatiscopeus fu infaticabile nel cercare di sensibilizzare i suoi più influenti contemporanei sulla questione, esibendo non solo le prove del declino della stirpe metaumana, ma anche alcune possibili ipotesi risolutive. Perciò, per contrastare la proliferazione degli Umanoidi da un lato, e nel tentativo di sostituire la specie che un tempo li serviva dall’altro, i dominatori di Mondocavo iniziarono ad accogliere nelle loro comunità gli esemplari di Ogre meno abbruttiti per utilizzarli come servitù.
Ebbero principio così i primi esperimenti eugenetici sugli Ogre per selezionare una razza umanoide adatta all’asservimento, ma con scarso successo. Nel frattempo venne riscontrata una rapida riduzione della fertilità anche nella specie metaumana, e questo fece sì che venissero presto congiunti gli sforzi dei più potenti signori di tutti i regni per evitare l’estinzione: sotto la guida coordinatrice di Fatiscopeus vennero acciò coinvolti i membri della comunità di Oz per intensificare la ricerca sugli ibridi al fine di selezionare una nuova specie rievoluta da quella umanoide. Gli esemplari femmine meno spurie di Ogre vennero ibridate con il seme metaumano, e dopo un lungo tempo di sperimentazione selettiva venne finalmente generata una nuova specie, a metà tra quella metaumana e quella umanoide, che venne battezzata col nome di razza Umana.
Sull’onda dell’entusiasmo per il successo della rievoluzione guidata di questa nuova, promettente genìa, gli Uomini vennero presto eletti dai Giganti come stirpe adottiva ed erede di quella metaumana e, come i Metapitechi prima di loro, vennero allevati ed esportati in tutto il continente per ripopolare le civitas dei signori del mondo. In breve tempo soppiantarono tutte le altre specie umanoidi, le quali vennero relegate dai Giganti in territori selvaggi ed inospitali per evitare eventuali contaminazioni con la progenie umana.
La razza degli Uomini trovò perciò un rapido successo sotto l’ala protettiva degli ultimi Giganti, i quali ne favorirono lo sviluppo e la diffusione e che, per evitare gli errori fatti con i Metapitechi, non si fecero più servire come padroni di schiavi, ma ne guidarono le sorti come nobili méntori, intuendo le potenzialità di questa nuova e promettente schiatta.
All’interno delle loro gerarchie civili i Giganti assunsero quindi il ruolo di monarchi ed aristocratici in regni dove i sudditi ed i popoli in generale, erano tutti uomini: nel Mediolandum vennero fondati i sette Protettorati che poi si sarebbero uniti in una sorta di federazione; in Draconia prese forma la plutocrazia fluviale delle tre grandi città; in Pigonia venne strutturata la feudocrazia, mentre la Viridia venne suddivisa in Contadi. l’Insulandia mantenne una forma di Clanocrazia così come ad Oz fu costituita definitivamente la Magocrazia; infine, mentre in Sauria il primato del governo rimase alle sue grandi ed antiche Città-Stato, la Telluria prese ultimamente la forma di un vero e proprio regno.
In questo contesto di epocali cambiamenti, le razze umanoidi vissero il loro periodo di finali transizioni: i Troll, ad esempio, pressati dalla diffusione degli Hogrin in Palustria, come sempre avvenuto secondo la loro naturale inclinazione, si ritirarono sempre più a nord-ovest, migrando infine in Meganesia, grazie ad un inverno tanto freddo da creare un ponte ghiacciato che unì le isole del nord.
Gli Uomini invece iniziarono a diffondersi in tutto il Mediolandum, mentre i Giganti diminuirono sempre più di numero rimanendo sempre più separati tra loro, divisi in una manciata di casate di antico lignaggio impegnate a guidare le diverse comunità umane del continente. In questo periodo alcuni dei Metaumani nelle posizioni di potere, integrarono nella loro corte alcune donne umane ritenute tra le più perfette ed iniziarono ad ibridare le due specie generando esemplari eletti di uomini e donne destinati a guidare nuove comunità umane per erigere altre città in tutto il continente.
Si vennnero così a creare le prime dinastie umane nei nuovi regni che non contavano più la presenza dei Metaumani: fu il caso ad esempio del Keltoi, dove gli uomini si diffusero scacciando i Troll nell’estremo nord delle Alterre e fondando un’oligarchia tutta umana. Un movimento analogo ebbe luogo in Telluria, dove il lungimirante e magnanimo monarca metaumano Anassagore, dell’antica casata dei Nomoteti, destinò l’intera isola di Delfi al suo futuro erede umano, Pristinus Epitropo, il primo di una secolare genealogia di futuri sovrani. In Ungdumia, invece, la prima generazione di ibridi di Giganti attuò le illuminate direttive testamentarie del defunto fondatore metaumano Ungdumus, e sperimentò la prima forma di repubblica.
Mentre la specie umana si diffondeva su tutto il continente soggiogandolo e fondando quelle che sarebbero state in futuro le nuove forme di governo civile – come il dogato di Urbaque, ad esempio – nel nord del continente apparvero i primi Goblin, involuzione degli Hobgoblin, i quali si diffusero rapidamente nelle terre rimaste selvagge del continente, ma con una particolare concentrazione nella Talassia.
In questo particolare contestico storico di acuto fermento, come conseguenza dell’ulteriore ibridazione tra Metaumani ed Umani, ci fu l’apparizione di capacità magiche tra alcuni esemplari di uomini e donne. Acciò la Magocrazia di Oz iniziò a richiamare questi specifici individui per studiare e coltivare tali doti così da favorirne la crescita e la diffusione da un lato, ma anche per controllarne e supervisionarne l’evoluzione dall’altro: fu proprio in questo periodo che sorse il Granducato d’Alba, nato inizialmente come sito residenziale per le famiglie degli umani usufruitori di magia, ma presto trasformatosi in un vero e proprio insediamento civile, contrassegnato da un governo autonomo, ma la cui prosperità era – ed è ancora – indissolubilmente legata alla vicinanza con la Magocrazia.
Fu verso il tramonto di quest’epoca di grandi sconvolgimenti che le postreme dinastie pure di Giganti si estinsero e gli ultimi esemplari della primigena specie dei Metaumani passarono il testimone della civiltà agli Uomini, consegnando loro il retaggio di tutte le loro conoscenze: in particolare Martùs Magnus, l’ultimo Gigante, aprì agli uomini l’accesso alla magia miracolare attraverso la fede e li guidò alla conquista della Sancterra, che venne liberata dai Goblin – i quali ne occupavano il territorio semiselvaggio – e che prese l’attuale forma di Teocrazia.