L’Età dei Giganti

Giunti nelle Lande Afose i Giganti vi ritrovarono la specie dei Metapitechi e, memori dei racconti dei loro padri su di un’epoca nella quale i Metaumani su Mondofungo usavano questi animali intellgenti nelle mansioni più umili e gravose, la riasservirono prontamente, allevandone gli esemplari migliori per usarli come manovalanza nell’edificazione delle loro città. In questa particolare regione vennero così gettate le fondamenta di quella che successivamente diventerà la città di Villagrande, ma che allora fu un primitivo insediamento metaumano, produttivo epicentro dell’allevamento e dell’esportazione dei Metapitechi in tutto il nord del continente.

Fu proprio questo avvenimento, in questo specifico contesto storico, ad inaugurare l’età d’oro dei Giganti, i quali si espansero nel Mediolandum portando ovunque con loro i Metapitechi e dove, sfruttando la magia ed i loro servi primati, fondarono le città di Fionn, Pyrgopoli, Borgocittà e Borgosoma, gettando in tal modo le basi per le future civiltà degli uomini.

Tuttavia l’espansione metaumana costrinse gli Ogre a ritirarsi tra le impervie asperità del Massiccio Settentrionale, mentre gli Orchi, a causa del loro temperamento indomito e superbo, vennero esiliati nelle Lande Brulle; infine gli Hobgoblin, che per via della loro natura incline al ladrocinio erano considerati una vera e propria piaga e perciò perseguitati senza requie, trovarono rifugio nelle caverne del Massiccio Centrale.

Decisi a conquistare il continente, i Giganti si espansero sempre più verso ovest, e mano a mano che procedevano nella colonizzazione di nuovi territori, edificavano centri urbani che sarebbero rimasti anche dopo la loro scomparsa: in particolare fondarono la capitale Granvilla nelle Terre Romanze, mentre in Limnonia eressero le cittadelle di Veromylo, Mesomylo e Notimylo.

Fu in quest’epoca di grande espansione che un piccolo gruppo di Metaumani, sotto la guida del Granmaestro d’Arti Magiche Teosmos, individuò al largo delle coste del Mediolandum meridionale, nelle tiepide acque settentrionali del Marinternum, un’isola ospitale in cui ritirarsi per dedicarsi completamente all’accrescimento del potere magico. Quivi, l’Arcimago ed i suoi discepoli, eressero la Torre della Magia e gettarono le fondamenta di quella che successivamente verrà conosciuta come la Città di Os od Oz, dalla contrazione del nome del suo fondatore Teosmos.

Una volta dominata la Limnonia, i Giganti, ancora in forte espansione, presero la via del mare, sia verso nord, che verso ovest, che verso sud, conquistando gli arcipelaghi dell’Insulandia, dove fondarono la città di Urborea, e quelli della Meganesia, ma soprattutto invadendo la Sauria, dove soggiogarono i grandi rettili che vi trovarono per avvalersi della loro forza bestiale nella costruzione delle prime tre grandi città di Ofiopolis, Sauropolis ed Erpolis.

In questo periodo di frenetica esplorazione continentale, i Giganti iniziarono a disegnare le prime mappe complete dello Spellum: in Pigonia gettarono le fondamenta della fastosa città di Urbegratia, mentre in Viridia edificarono Grandeburgo. Inoltrandosi nella parte meridionale del continente, e mentre attraversavano la Sauria, i Metaumani eressero le città di Ormopolis, Ornitopolis, Potamopolis e Kolpolis, fino poi a raggiungere le rigide propaggini peninsulari della Terranivea. Dall’altra parte, esplorando i confini meridionali della Draconia, invasero le prospere contrade della Telluria, dove, sulle vette del Massiccio Meridionale, innalzarono le impenetrabili mura dell’insediamento capitolino di La Rocca.

Ma fu proprio a causa di questa fortissima diffusione continentale che la specie dei Metapitechi, spossata da un allevamento intensivo per essere deportata in territori inadeguati a faticare sotto i rigidi comandi dei loro padroni, iniziò ad estinguersi rapidamente e ad involversi nelle prime sottospecie dei Pitechi, i quali però, per via della loro inettitudine animalesca, vennero ritenuti inadatti all’uso dalla specie metaumana e quindi abbandonati alla loro natura selvatica. Le specie dei Pitechi si diffusero quindi rapidamente nelle terre boschive della Draconia, dove trovarono l’habitat loro più confacente.