L’Età degli Uomini

Quando i Giganti scomparvero defintivamente dalla faccia di Mondocavo, gli Uomini, anche grazie alle loro capacità magiche, esplorarono e si diffusero su tutto lo Spellum, contrastando efficacemente le altre specie mentre ne invadevano i territori, soppiantando in breve la civiltà dei Metaumani e divenendo di fatto la specie dominante del continente.

In quest’epoca presero forma e vennero fondate le ultime civiltà umane del continente: in Sancterra alcuni movimenti clericali scoprirono una forma di magia miracolare orientata più alla venerazione della Natura e praticante una forma cultuale di tipo sciamanico, ma vennero considerati dei sospetti eretici ed ostracizzati in ogni modo in tutta la nazione, per cui finirono mano a mano per emigrare al di là del mare, sulle coste selvatiche della Sauria. Quivi trovarono un ambiente ideale per praticare liberamente il loro culto e si distribuirono in tutti i centri abitati della regione, ma con una particolare concentrazione nella penisola settentrionale, dove iniziarono a guidare le diverse tribù barbariche autoctone. I clan di questo territorio erano spesso in conflitto tra di loro, ma l’avvento degli sciamani portò finalmente la pace nel paese mediante un patto concordato tra tutti i capitribù, il quale diede una struttura sciamanocratica a quella nazione che da allora venne conosciuta con il nome di Barbaria.

Più o meno nello stesso periodo, il sovrano di Telluria Agapenore Epitropèo, concesse al proprio erede primogenito maschio Crescentius l’isola di Delfi in dono, riconoscendo ad essa una relativa autonomia dal regno e lo status formale di Principato.

Sulle coste nord-orientali del continente, invece, l’ambizioso rampollo Nicomede Pontanus, un discendente del primo Doge di Urbaque Remigius Perifàne, investì i denari del Dogato per costituire una flotta mastodontica che partì all’esplorazione ed alla conquista di tutti i territori insulari della Laguna Sopita, pattuendo poi un solido trattato di reciproco vantaggio commerciale con la Repubblica di Ungdumia perché le nuove acquisizioni venissero formalmente riconosciute.

Infine, la Sancterra fu nuovamente luogo di eresia scismatica: il Barone Melanzio De’Vespilli fondò una setta segreta dedita al culto della morte, scoprendo ed approfondendo la magia miracolare necromantica. Quando fu scoperto e processato venne liberato dai suoi discepoli ed evase oltremare rifugiandosi sulle isole proprio dirimpetto alle coste della Teocrazia: qui si stabilì ed edificò la città capitolina di Necropolis, dichiarando l’intero territorio insulano di Ligo e di Aftonia come la propria Baronìa, in segno di perpetua sfida a coloro che l’avevano costretto all’esilio.

Fu proprio durante tale contesto di ascesa degli Uomini che apparvero i Nani – stirpe involuta dal retaggio genetico derivato dalla primitiva ibridazione – ed i primi esemplari di questa nuova razza vennero subito ritenuti inferiori ed utilizzati, per via della loro stazza minuta e della loro grande forza, nelle miniere e come bassa manovalanza sulle imbarcazioni commerciali. Di conseguenza, con il consolidamento delle civiltà umane sul continente, si formarono parallelamente per aggregazione anche le prime comunità nanesche, le quali iniziarono a punteggiare lo Spellum ritagliandosi nicchie territoriali laddove trovavano spazio. Col tempo, poi, negli asperrimi territori rocciosi della Magna Gea si riunì, attorno ai membri più anziani ed esperti, la più grande società di Semiumani, che rivendicò alla propria razza l’intera isola di Nània e vi fondò la Gerontocrazia della Nanìsia.

Le ultime due civiltà fondate in questo periodo storico furono la Marca di Ostfalia, una specie di enclave montano del Mediolandum dominato da un clan di vampiri, e l’Autarchia di Ginogea, un territorio insulano vicino alle coste della Sauria dominato da una setta di sole donne dedite all’erboristeria.

Tuttavia non tutto lo Spellum soggiacque al dominio degli Uomini: in Asperia le specie più diffuse rimasero quelle degli Ogre e degli Orchi; nelle Alterre della Meganesia resistettero in relativa pace i Troll; in Palustria la razza più numerosa restò quella degli Hogrin; in Magna Gea, come detto, la stirpe imperante fu quella dei Nani; mentre nelle Terre Libere iniziò ad imperversare la Lega filibustiera dei Correschi – una sorta di gilda di pirati che riunisce ancora oggi tutti i bucanieri della costa orientale dello Spellum – così come nel clima ostile e rigidissimo della Terranivea sopravvissero soltanto alcune tribù di uomini e donne inselvatichiti allo stato di pacifici bruti, conosciuti ancora oggi col nome etnico di Kryoiketi (o Crioicheti).

Infine, il neso di Omen vide le sue coste frastagliate circondarsi di una nebbia innaturale che ne occultava l’esistenza agli occhi degli incauti navigatori del Fossato, mentre nel suo entroterra roccioso un oscuro essere immortale edificava la funerea roccaforte di Castrocranium, circondandola da una nutrita comunità di non-morti e cambiandone per sempre il nome in Isola di Thànatos.