Il Terzo Esodo
Dopo la partenza di Apostasius e l’evidente non-ritorno né suo, né del gruppo partito con lui, su Mondofungo anche molti altri Giganti iniziarono a desiderare di lasciare il suolo natìo per avventurarsi nell’immaginifico “mondo esterno” favoleggiato dai primi migranti. Per un lungo tempo molti dibattiti e discussioni vennero fatte intorno a questo argomento: i più giovani fremevano per seguire le orme di Apostasius, mentre i più anziani si opponevano fermamente, ma poi sempre più Giganti si convinsero dell’esistenza di un intero continente, molto più grande e molto più ricco della loro patria, ed il numero dei favorevoli a partire crebbe fino a diventare la schiacciante maggioranza. Perciò quasi tutti i Metaumani presenti su Mondofungo abbandonarono le loro case e si misero in viaggio, lasciandosi alle spalle soltanto una piccola comunità, ostinatamente decisa a rimanere nella sua terra natale.
La comunità dei Giganti espatriati raggiunse così la Città Doppia nella Falda Bigravitazionale fondata dal clan di Apostasius, ma qui, pur rimanendo stupefatti per la scoperta delle capacità magiche possedute dalla loro specie, non trovarono né spazio sufficiente, né orizzonte di prosperità per fermarsi, perciò decisero di continuare il loro esodo verso il continente esterno e convinsero anche tutti i pellegrini della metropoli bifronte ad unirsi a loro in quell’impresa.
La Città Doppia rimase perciò svuotata di tutti i suoi abitanti, mentre i Giganti emergevano su Mondocavo, nel bel mezzo del Deserto di Squame – laddove Primus ed i Metapitechi erano già giunti prima di loro – e quivi si stanziarono: con l’uso della magia, e seguendo l’esperienza fatta nell’edificare la civiltà sotterranea recentemente lasciata, trassero una florida sorgente d’acqua dalla roccia attorno alla quale fecero germogliare una grande oasi ed in essa fondarono una maestosa città tanto ampia da poter ospitare tutti i Metaumani provenienti da Mondofungo.
Chiamarono quella città Sammodoma – che significa “Palazzo nella Sabbia” – ed al centro di essa edificarono un’enorme piramide a gradoni che, oltre ad ergersi verso il cielo, si propagasse anche al di sotto del suolo desertico con una struttura identica, ma rovesciata, per ricordare a chiunque vi avesse accesso da dove la stirpe dei metaumani provenisse.
Nel corso del tempo i Giganti di Sammodoma affinarono, con un’approfondita e costante pratica, i loro poteri arcani, gettando le basi per tutti gli studi di magia successivi. Tuttavia, proprio per via di un audace esperimento magico miseramente fallito, la città del deserto venne distrutta quasi totalemente, costringendo i Giganti ad una nuova migrazione. Sammodoma venne così abbandonata all’oblìo e cadde ben presto in rovina, divenendo l’odierna Città Perduta, mentre la comunità di Metaumani che l’abitava si divise in due gruppi capeggiati da due fratelli dalle mire opposte: Antenore (il maggiore) capeggiava la fazione più grande e voleva rimanere in Draconia, spalmandosi lungo il fertile corso del Nèilos; mentre Teleporo (il minore) guidava la fazione più esigua e scelse di emigrare verso nord, sulla via anticamente battuta da Primus ed i Metapitechi, per cercare una terra più rigogliosa e promettente.
I due clan si divisero pacificamente e fu così che il gruppo di Antenore fondò lungo le sponde del Nèilos le tre antiche metropoli del deserto: la Città d’Ottone, la Città d’Avorio e la Città di Vetro; Teleporo, invece, guidò i suoi verso nord, oltrepassando le Montagne Brulle e raggiungendo il Potamos. Quivi i Metaumani si insediarono stabilmente nelle Terre Zigane, dove trovarono le specie umanoidi discendenti di Primus, e dove prosperarono, fondando gli insediamenti urbani di Torrecittà, Cittaperta e Cintamura.
Col passare del tempo i Giganti prolificarono e presto iniziarono ad invadere il Mediolandum: scacciarono gli Ogre sempre più a nord, gli Orchi verso nord-est e gli Hobgoblin sempre più ad a ovest, prendendosi tutte le terre occupate dalle specie umanoidi ed inaugurando così la colonizzazione dello Spellum settentrionale.