Il Secondo Esodo
Su Mondofungo i Giganti prosperarono e si moltiplicarono, ma dopo la morte di Proteo e Prima la comunità iniziò a dividersi in clan famigliari. Soprattutto le giovani generazioni iniziarono a fremere: pur essendo un paradiso terrestre, il continente interno non lasciava molto spazio all’ignoto ed al mistero, e così il Demiurgo ebbe gioco facile a tentare i più smaniosi d’avventura nel suggerire l’idea che ci fosse un mondo “altro” da scoprire oltre i confini di Mondofungo. D’altronde – si chiedevano i giovani Metaumani – le storie tramandate dai loro padri non parlavano forse del peccato di Primus e del suo esilio volontario per sfuggire all’ira di Proteo? E dei Metapitechi che servivano i progenitori cosa ne è stato?
Fu su questo terreno fertile che il tentatore gettò il seme del dubbio, diffondendo sottilmente tra i più irrequieti la convinzione che esistesse una via nascosta verso un favoleggiato mondo esterno. Tra costoro fu il gigante Apostasius a trovare il passaggio segreto già percorso da Primus, e pertanto fu lui a convincere, raccogliere e guidare la piccola comunità di giovani Metaumani che decise di emigrare da Mondofungo.
Così Apostasius e la sua coetanea cerchia raggiunsero la Falda Bigravitazionale: una sorta di strato sotterraneo che funge da diaframma gravitazionale tra i due mondi e nel quale il “suolo” è relativo alla maggior vicinanza con Mondofungo o con Mondocavo.
E quivi, lontani dalla loro patria incantata, gli esodati metaumani scoprirono di possedere la magia.
Essendo infatti Mondofungo un ambiente fondato e sorretto dal potere arcano degli elementi usati dal Semiarca che l’ha ricavato dal centro del pianeta, all’interno della sua sfera di influenza nulla di ciò che è magico ha effetto, e perciò anche la specie dei Giganti, creati ad immagine e somiglianza del Creatore e quindi dotati di talenti arcani, non sapevano di esserne depositari, ma una volta oltrepassato il confine del loro mondo natìo, sperimentarono finalmente la propria natura realmente “meta-umana” e presero coscienza di essere capaci di poteri che mai avrebbero immaginato potessero esistere e che tanto li assimilavano alle creature spirituali dell’Empireo.
Quella rivelazione inebriò Apostasius e la sua comunità, facendo svanire ogni loro precedente bramosia di avventura in favore dell’urgenza di approfondire le nuove manifestazioni della loro disvelata natura superumana; perciò decisero di stabilirsi in quel luogo di confine e di fondarvi una loro civiltà, in cui avrebbero potuto sperimentare e coltivare i poteri di cui avevano scoperto essere dotati.
Fu così che, proprio facendo uso dei propri acerbi poteri magici, il gruppo di Giganti emigrati da Mondofungo cominciò a costruire quella che battezzarono con il nome di Città Doppia: un’ambiente urbano nascosto nelle profondità della terra edificato sulle due facce contrapposte della Falda Bigravitazionale, dove vivere un’esistenza da sogno basata esclusivamente sulla magia.

Terza Genìa
Nel frattempo, sul continente esterno, la seconda stirpe di umanoidi aumentava esponenzialmente di numero, molto più velocemente delle altre specie, e così iniziò a colonizzare il Mediolandum orientale, invadendo sempre più i territori già insediati da quelle. Contrassegnati da una natura particolarmente incline alla presunzione di superiorità, gli Orchi respinsero i progenitori Ogre ben oltre il corso del Pòtamos, sempre più all’interno della Pianura Nebbiosa, usurpandone quindi l’habitat all’interno delle Terre Zigane.
In questa regione le comunità orchesche entrarono in contatto con le residue comunità di Metapitechi ed incrociandosi con esse generarono la nuova specie umanoide degli Hobgoblin, i quali, molto più vicini alle bestie, mostrarono fin da subito un temperamento fortemente aggregativo, ma irrequieto e particolarmente incline all’invidia dell’altrui proprietà: fu per questo che fin dall’inizio questa terza specie umanoide si riunì in clan collaborativi per appropriarsi dei terreni collinosi ai piedi della catena delle Montagne Brulle, arrogandosene il possesso a scapito delle specie quivi precedentemente insediate.
Per contro, i Troll, pressati dagli Ogre nel Mediolandum, emigrano nuovamente dirigendosi questa volta ancora più a nord-ovest, verso la Palustria, dove trovarono un habitat più confacente alla loro specie, ma soprattutto libero dalle altre stirpi umanoidi, dalle quali sperarono di essere finalmente lasciati in pace.