La Caduta

Mentre Agon creava Mondofungo all’interno di Mondocavo, sapendo che quell’Eden nascosto avrebbe ospitato la specie al vertice della creazione, Antàgon deturpava sempre più la faccia di Mondocavo maturando al contempo la sua definitiva ribellione alla volontà dell’Unico.

I Logoarchi, fin dalla prima deviazione di Antàgon, denunciarono la sua disobbedienza alle Leggi Divine, ma la Misericordia dell’Unico prevalse sulla sua Giustizia e così i Poliarchi vennero chiamati ad amministrare le fallacie degli ecosistemi turbati dal Semiarca riottoso facendole rientrare in modi purtroppo sempre più “fantasiosi” nell’alveo dell’ordine naturale.

Quando però l’invidia e la superbia di Antàgon raggiunsero il culmine della sfida alla Divina Pazienza, l’Unico e Triplice convocò a sé tutto il corpo celeste per un ultimo atto di misericordia volto all’estremo ravvedimento di quell’unico Spirito disobbediente: la rivelazione del fine ultimo dell’intera Creazione, l’incarnazione della Seconda Persona.

Se infatti la Terza Persona, il Pneumarca, fin dall’inizio era l’Increato rappresentante di tutte le creature spirituali, la Seconda Persona, il Pleniarca, sarebbe stato, a tempo debito, l’Increato rappresentante di tutte le creature materiali: in questo modo tutta la Creazione sarebbe stata compiuta ed assunta nella Divinità Unica e Triplice.

Ma davanti a quella rivelazione Antàgon affermò che, se il Pleniarca avesse assunto la forma materiale egli, in quanto spirito, gli sarebbe stato superiore (giacché la materia è per natura inferiore allo spirito) e quindi non solo non lo avrebbe adorato pur essendo la Seconda Persona, ma avrebbe preteso per sé l’adorazione divina.

In quel momento in cui il Semiarca definì la sua irredimibile ribellione all’Unico e Triplice, il Creatore ritirò per un’istante la sua Grazia dal Mondo Metafisico perché ciascuna delle sue creature spirituali potesse compiere in totale libertà la sua scelta: aderire alla Volontà Divina ed adorare nel Pleniarca Incarnato l’Unico e Triplice, oppure aderire alla volontà pervertita del Semiarca decaduto, fattosi dio al posto di Dio, e diventarne suddito nel suo Regno Infero.

Gli Spiriti scelsero e purtroppo un terzo del Mondo Metafisico si pervertì a seguire lo Spirito Ribelle, che da quel momento perse l’identità di Semiarca, si autoproclamò Demiurgo (il Falso Architetto) e divenne per sempre l’Iperone Caduto.

All’udire la bestemmia del suo pari, il Semiarca Agon sorse a difendere l’onore dell’Unico, circondato da tutto il coro degli Ierarchi, ed unitamente a tutti gli Spiriti rimasti fedeli alla Triplice Divinità ed animati nuovamente dalla Grazia Celeste, scacciò per sempre Antàgon dall’Empireo con tutte le sue schiere ribelli (Iperioni ed Elementali), che da quel momento divennero gli Inferioni e si rifugiarono nell’unico stato del Mondo Metafisico che il Creatore aveva lasciato privo della sua presenza: l’Averno.