Il Creato

Il disegno dell’Amore Infinito, dopo aver generato le schiere degli Iperioni, non si arrestò alla pura astrazione dello spirito, ma tese verso l’esterno per dare forma a ciò che chiamiamo il Creato. Esso rappresenta tutto ciò che l’Unico ha tratto dal nulla per amore del suo Nome, una manifestazione tangibile della Sua gloria che si articola in due grandi domini: il Mondo Metafisico e il Mondo Fisico.

Non appena i primogeniti tra tutte le creature ricevettero il dono dell’esistenza, il Creatore, nella Sua infinita previdenza, volle offrire loro una dimora che riflettesse la loro natura e la loro dignità. Fu così che, con un atto di potenza assoluta, Egli gettò le fondamenta del Creato e suscitò il Mondo Metafisico strutturandolo in cinque stati distinti, ciascuno con una funzione precisa nell’economia dell’universo.

Il primo e più elevato di questi stati è l’Empireo. Esso rappresenta la dimensione più vicina all’Unico, potremmo definirlo quasi contiguo alla sostanza divina stessa. È un luogo di luce inaccessibile e pura gioia, la dimora eterna dove risiedono tutti gli Spiriti Benevoli e dove trovano rifugio le Anime Beate che hanno raggiunto la piena comunione con la sorgente della vita.

Discendendo in questa gerarchia di realtà spirituali, incontriamo l’Iperuranio, noto anche come Archégeo. Questo è lo stato metafisico intrinsecamente legato agli Elementi; qui non regna la forma materiale, ma l’essenza pura di ciò che sarà la materia. È la dimora degli Spiriti Elementali, o Archetipi, e degli Immortali, esseri che incarnano le costanti fondamentali su cui si reggerà l’equilibrio del cosmo.

Esiste poi una dimensione di serena bellezza che funge da ponte tra la gloria divina e la semplicità del creato: l’Eliseo. Questo stato metafisico è quello che più somiglia al mondo fisico nella sua percezione estetica; appare come una sorta di Paradiso campestre, un luogo di pace immutabile. L’Eliseo è il premio eterno destinato a tutte le anime immortali che, pur non avendo conosciuto l’Unico nel corso della loro esistenza, hanno condotto una vita retta secondo la Sua volontà di bene. È la terra delle Anime Giuste e di coloro che vengono definiti i Mancati Immortali, un rifugio di grazia per chi ha cercato la luce nell’ombra del vivere.

Tra la solidità del Mondo Fisico e la rarefazione di quello spirituale si stende il Limbo Etereo. Sebbene faccia parte a tutti gli effetti del Mondo Metafisico, esso possiede caratteristiche che lo rendono contiguo alla dimensione materiale, quasi fosse una sottile membrana tra i due mondi. Il Limbo è un luogo di sospensione e di pena, dove si ritrovano gli esseri incorporei intrappolati tra la vita e la morte, o coloro che, pur essendo trapassati, sono ancora indegni di assurgere ad un destino di beatitudine. È la dimora eterna dei Non-Morti e la stazione temporanea delle Anime Purganti: luogo di attesa e di purificazione prima del passaggio finale.

Infine, ai confini estremi del creato, si spalanca l’Averno. Questo è lo stato metafisico infero, la sintesi esacerbata di ogni aspetto negativo immaginabile, sia del mondo spirituale che di quello materiale. L’Averno è l’unico luogo da cui l’Unico ha deliberatamente ritirato la Sua presenza attiva. Non si tratta di un atto di crudeltà, ma di un estremo atto di rispetto per la libertà delle creature: la Divinità ha concesso a coloro che scelgono consapevolmente di rifiutarLo un rifugio eterno di odio e dolore in cui isolarsi definitivamente. È la dimora degli Inferioni e delle Anime Reiette, il vuoto colmo di se stessi dove l’Amore è assente.

L’Onniscenza Divina, naturalmente, conosceva già gli esiti della creazione e le esigenze future delle sue creature, ecco perché, nella formazione perfetta e completa del Mondo Metafisico, incluse anche quegli stati che, seppur all’inizio rimasero inabitati, sapeva che sarebbero stati necessari alle sue amate creature una volta adempiuto lo svolgimento futuro degli eventi.

Tuttavia, mentre il primo atto della Creazione è stato immediato, ossia l’Unico ha donato l’esistenza alle schiere dei suoi Spiriti ed al Mondo Metafisico con un atto personale e volontario della sua potenza, Egli, essendo amore, ha voluto invece che tutti gli atti successivi della Creazione fossero mediati, ossia ha chiamato le sue creature a collaborare con Lui nella formazione del Creato, rispondendo a tale vocazione con la loro volontaria iniziativa.

Perciò ha deputato i suoi due spiriti eletti, i Semiarchi Agon ed Antàgon, a dar forma alla materia plasmandone i suoi elementi fondamentali, e, per aiutarli in questo compito, ha insufflato il suo spirito nei quattro elementi della terra, dell’aria, dell’acqua e del fuoco dando vita ai primi Elementali: creature intelligenti di puro spirito attinto da ogni singolo elemento.

Nacquero così gli Elementali Maggiori, i primi custodi delle forze naturali, dotati di una potenza e di una saggezza vaste quanto gli oceani e antiche quanto il fuoco. Solo in un secondo momento, quando la materia sotto la guida dei Semiarchi ebbe raggiunto uno stato di formazione adeguato ed una stabilità propria, seguirono gli Elementali Minori, spiriti più vicini alle forme particolari della natura che stavano per sbocciare.

In questa sinfonia di cooperazione tra il Creatore e le Sue creature, l’universo fisico iniziava a palpitare, preparandosi a diventare il teatro di una storia ancora tutta da scrivere.