Gli Inferioni

Dal momento della loro ribellione al seguito di Antàgon, quegli spiriti benevoli che hanno aderito alla sua bestemmia, hanno irrimediabilmente pervertito loro stessi facendosi sudditi dell’Iperone Caduto, Sovrano dell’Averno, e formando insieme a lui le sei schiere degli Spiriti Ribelli: gli Inferioni.

Il destino di questi spiriti pervertiti è segnato da allora dall’odio nei confronti di tutta la Creazione, che vorrebbero distrutta e cercano in ogni modo di corromperla a questo scopo, ma soprattutto nel tentare con la menzogna alla disobbedienza, alla perversione impenitente ed ultimamente alla perdizione eterna tutte le anime create, verso le quali nutrono un’invidia pervicace, poiché amate e predilette dall’Unico e Triplice, che avversano con tutto loro stessi.

Tale il fine ultimo dell’odio infinito ed imperituro del Falso Architetto e di tutti gli Inferioni: offendere mortalmente l’immortale Amore Divino mediante la morte eterna delle anime che tanto ama.

Nell’abisso, queste legioni operano in sei gironi con mansioni specifiche, trasformando ogni antico dono celeste in uno strumento di perdizione. Al vertice del dolore siede il Demiurgo, il Falso Architetto: è Antàgon, che in origine era uno dei due Semiarchi e plasmava la materia traducendo l’Idea dell’Unico nella struttura dell’universo; insuperbitosi per invidia si è ribellato all’Unico millantando per sé stesso la divinità e pretendendo adorazione, e perciò si è pervertito all’odio imperituro ed è stato scacciato dall’Empireo. Rifugiatosi nell’Averno, vi regna come un tiranno sulle legioni degli spiriti che si sono uniti alla sua ribellione, decadendo anch’essi; sul Mondo Fisico vanta ancora un certo dominio laddove ne ha deturpato la perfezione originaria con la sua opera deviata e perciò è ancora in grado di tentare alla perversione le anime delle creature che vi risiedono. Sul suo Regno Infero governa con il terrore e la menzogna, architettando piani di malevolenza e perseguendo la distruzione di tutto il Creato.

Sotto di lui si ergono gli Arconti, i Principi della Prigionia. In origine Esarchi, dopo la ribellione sono divenuti i luogotenenti diretti del Demiurgo. Con la caduta hanno acquistato potere su quegli Spiriti Elementali che hanno aderito alla ribellione e che ora costituiscono la milizia sotto il loro comando. Governano i gironi dell’Averno come tiranni, tramando gli uni contro gli altri nell’illusione di poter scalare ulteriormente la gerarchia dei caduti. Il loro compito è mantenere il controllo totale sui domini materiali e spirituali sottratti alla luce, muovendo costante battaglia contro gli Esarchi per la signoria sulle anime dei viventi fino alla fine dei tempi.

La guerra psicologica è invece affidata agli Scotofanti, i Portatori di Tenebra. In origine Logoarchi, nella caduta hanno tradito la Verità per pervertirsi eternamente alla mensogna, che propalano senza requie, da cui il loro nuovo titolo di “skotos” (oscurità) e “phainein” (mostrare). Dopo la ribellione, perciò, gli Scotofanti sono diventati i Maestri della Menzogna e la loro missione è di oscurare la ragione, creare illusioni e distorcere il linguaggio per far apparire il male come bene. Sono inoltre le spie e i delatori del Demiurgo e fino alla fine del mondo cercano di corrompere le anime attraverso la percezione distorta della realtà.

Parallelamente operano i Gerocerici, i Sacerdoti del Culto Corrotto. Un tempo Poliarchi, con la caduta hanno pervertito se stessi cercando di innalzarsi ad un ruolo antitetico a quello degli Ierarchi (unico coro che non ha subìto defezioni), divenendo i custodi ed i promotori dell’idolatria del Demiurgo. Nell’Averno amministrano i riti di sottomissione ed officiano il culto della personalità del Falso Architetto, mentre nella guerra per le anime dei viventi cercano di soffocare ogni minima scintilla di devozione verso l’Unico e Triplice con l’indottrinamento ed il sacrilegio costante, che è sottilmente presente perfino nel titolo che hanno assunto di “hieros” (sacro) e “keryx” (banditore).

Nell’attirare gli incauti verso l’oscurità intervengono i Mistagoghi, gli Iniziatori all’Abisso. Oliarchi decaduti, hanno conservato nel loro titolo un accenno alla loro missione di “mystes” (iniziato) e “agogos” (guida), ma pervertendolo alla perdizione delle anime. Questi Inferioni, infatti, si occupano di attirare gli spiriti incauti nel rigetto della retta via: promettono “conoscenza segreta” e “potere proibito” per tentare le creature viventi, guidando sia i singoli che le comunità verso la caduta mediante il desiderio e la curiosità malsana.

Infine, al gradino più basso della gerarchia, si trovano gli Psicopompi, i Predatori di Anime. Psicofilaci pervertiti ne sono divenuti la versione distorta, perdendo molto del loro potere e divenendo di fatto gli ultimi tra gli Inferioni. Il loro titolo di “psyche” (anima) e “pompós” (conduttore), li descrive come relegati a meri segugi che cacciano le anime disperate o in odore di perdizione, nel momento della morte o negli istanti subito precedenti ad essa, cercando di rapirle per trascinarle nei domini del Demiurgo. Nell’Averno hanno soprattutto il ruolo di carcerieri, occupandosi anche del trasporto e della sorveglianza delle Anime Reiette, ma sono comunque relegati al gradino più infimo della gerarchia dove ricoprono mansioni di bassa manovalanza.

A completare questa architettura di rovina vi sono gli Elementali Caduti. Gli Spiriti Elementali (sia Signori Elementali che Elementali Maggiori) che hanno seguito Antàgon nella sua ribellione, infatti, sono stati anch’essi rigettati dall’Iperuranio nell’Averno, ma per via del loro ontologico legame con gli elementi non sono relegati in gironi e non fanno parte delle legioni degli Inferioni; piuttosto si occupano della struttura materiale del Regno Infero, fornendo sostanza elementale in vista della sua consolidazione eterna alla fine dei tempi, quando tutte le anime disincarnate, sia beate che reiette, riprenderanno su di loro la materia (anche se definitivamente trasfigurata per la vita o per la morte).

Gli Elementali Caduti sono invidiati e perciò sfruttati senza pietà dagli Inferioni, proprio per il loro potere sugli elementi materiali, per la loro relativa libertà dai gironi e per la mantenuta capacità di poter essere evocati nel Mondo Fisico, anche se solo per essere asserviti all’espletazione degli ordini dei mortali. Nonostante questi residui privilegi, tuttavia, restano difatti dei meri schiavi del padrone che hanno scelto di servire nel Regno Infero: il Demiurgo.