Artus Nepius
Nato nelle lande nord-occidentali del Keltoi, in un piccolo villaggio senza nome sulle rive de La Pozza, equidistante tra Fortebellum e Casotti, Artus Nepius era figlio di un fabbro ferraio di nome Agreus Nepius e di una raccoglitrice di nome Aconita Aporoi, che però furono uccisi senza pietà durante una razzia di briganti. Artus, il giorno in cui avvenne la strage, si trovava lontano dal suo villaggio, impegnato in una battuta di caccia nei boschi, e perciò restò superstite. Così come il suo fratellino minore Agras, che fu risparmiato dai razziatori, ma solo per finire rapito e rivenduto come schiavo fuori dal Keltoi. Artus perlustrò l’intero villaggio alla ricerca del cadavere di suo fratello da aggiungere alla pira funeraria preparata per i genitori, ma non riuscendo a trovarlo, dedusse che doveva essere stato fatto prigioniero e forse era ancora vivo. Una volta compiuto il rito funebre di suo padre e sua madre, quindi, il giovane barbaro decise di mettersi sulle tracce del fratello minore, nella speranza di poterlo ritrovare e ricomporre così ciò che rimaneva della sua famiglia. Si mise perciò in viaggio, iniziando un’ordalia che l’avrebbe portato fino in Pigonia, seguendo le rotte schiaviste della Gilda dei Mandriani, e risalendo le sponde del Flumenost fino alle mura di La Cittadella. Qui la pista dei mercanti di schiavi si esaurì, ma Artus non si diede per vinto e cominciò a frequentare i bassifondi cittadini in cerca di informazioni, riuscendo infine a scoprire che una partita di schiavi fanciulli era stata condotta alla casa dell’alchimista Bellisarius De’Ferri. Perciò ha iniziato a tenere d’occhio gli spostamenti del suo sospettato, (venendo tra l’altro in contatto con la realtà clandestina dell’Arcana, la casa d’aste occulta gestita da Dolus Lantanus, il Vicario del Visconte Cassianus Dei Torvi), ma proprio quando stava per decidere di affrontare l’alchimista questi è stato assassinato con tutta la sua famiglia. Da quel momento, allora, Artus ha seguito di nascosto tutte le vicende accorse al Diacono Terione, al Cadetto Palamede ed ai suoi compari, uscendo allo scoperto soltanto alle esequie funebri del piccolo Agras in Piazza della Soglia, quando, presentandosi ai pietosi celebranti, ha offerto loro il suo aiuto per vendicare il defunto fratellino.